It's nobler to never get paid
than to bank on shit and dismay

Movie (never made),
Silver Mt. Zion




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    20 Novembre 2008 # 0birds #
    Troia, Gerusalemme e Babilonia/ irreali

    la città è un temporale
    di navi, nascondigli, nidi di plutonio e scogli

    e tu ci togli
    tutte le tue luci, perché ti piace vederci
    salire e ascendere
    assalire e accendere

    il cielo
    nella preghiera
    al grattacielo, salito e asceso
    assalito e acceso
    come un faro
    di primavera e gelo,

    incompleto/

    /e il terriccio nuvoloso ci sussurra
    la tua voce tenera, nera e dura
    Israele, non aver più paura
    di tornare a casa.


    ( )


    //


    17 Novembre 2008 # 2birds #
    « il nulla senza fine »

    quando si fa sera
    allunghi le fiamme
    per i tuoi cespugli
    così io respiro l’inesauribile
    dalla tua cenere.

    in questo deserto di fiori,
    vuoi gli splendori
    del grigio in cielo
    e del grigio in terra -
    Adonai, il tuo velo di buonanotte
    mi naufraga, e tu mi dici
    tu mi chiudi gli occhi:
    « io sono l’aleph e io sono lo zero. »


    ( )


    //


    17 Novembre 2008 # 2birds #
    Macello.

    Tutti in fila
    nudi
    appena sporchi di letame
    attendono la perfezione
    balbettando proteste
    il più intraprendente sodomizza il compagno davanti
    l’urlo che si alza è solo un anticipo
    la rivoltella a pressione frena lo scandalo
    ci sono vacche olandesi
    torelli
    e qualche cavallo.

    Ivano Ferrari


    ( )


    //


    16 Novembre 2008 # 1bird #
    ..l’acqua santa del water

    ho messo i campanelli alle caviglie,
    ma è come ad Hiroshima l’ombra che resta
    /dopo la tua scomparsa.

    Elisa Biagini


    ( , )


    //


    13 Novembre 2008 # 3birds #
    il dio del giglio e del petalicidio.

    nel ferro dei miei polsi
    e delle mie caviglie
    dio lascia scorrere tutte le meraviglie

    la crocifissione del tramontare
    riposa appesa al cielo
    nel museo del trascendente.
    ora rimane solo da suicidarci tutti,
    qui, nella cenere di Troia,
    rovina del sacro, ultima colonna
    del Tempio che crolla,
    vittoriosi dell’incendio e dell’eutanapoesia

    interrotta,


    ( )


    //


    12 Novembre 2008 # 0birds #
    ho freddo amore mio, ho freddo

    lo stupro, la prostituzione
    seppellire e sognare
    il mondo immondo
    l’autarchia
    l’egologia
    il disastro ambientale
    della meraviglia

    censura cesura
    restauratrice
    dell’aridità

    NEL MONDO PIENO DI FIORI
    ..il mondo pieno di fiori.


    ( )


    //


    11 Novembre 2008 # 9birds #
    PANDORA, Pandora la Bella

    viviamo in un’epoca in cui l’Adonai della tempesta grigia è in rapido svanimento, perché per il vile è più presente che mai. Adonai nella sua impronunciabile veste di silenzio è evocato nella post-poesia della fantascienza, dove l’orribile si tramuta in Deus ex machina e prende si sostituisce alla divinità. l’assurdità sisifica non è sufficiente a sovvertire il tradimento, perché nei tuoi nucleitidi scorre la menzogna della storia. la vostra ribellione colma d’amore è stata vana, ma tu, amore mio, sai che maturare è veder crescere la sfera dell’impossibile. gli scrittori di fantascienza sono dei congiurati, aspirano alla morte di tutti i tuoi fiori.

    e tu li vedrai appassire,
    uno ad uno.

    il Vaso di Pandora,
    W.


    ( )


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    10 Novembre 2008 # 1bird #
    EROICA eroica.. eroica..



    ( )


    //


    9 Novembre 2008 # 7birds #
    (work in regress)

    chi vuole leggere la bozza del Vaso di Pandora
    deve solo aspettare che io mi svegli (per chiedermela)


    ( )


    //


    7 Novembre 2008 # 2birds #
    « Anche Sisifo crede che tutto sia bene. »

    I fratelli di Giuseppe, visto che il padre loro era morto, pensarono:
    « Forse Giuseppe ci serberà rancore e ci ricambierà tutto il male che gli abbiamo fatto ».

    Mandarono a Giuseppe dei messi per dirgli: « Tuo padre, prima di morire ci ha dato questo incarico: Dite a Giuseppe: Perdona la colpa dei tuoi fratelli e il loro peccato, ché ti hanno fatto male; ma ora perdona la colpa dei servi del Dio di tuo padre! ». Mentre gli parlavano così Giuseppe pianse. Andarono poi anche i fratelli, gli si gettarono dinanzi e dissero: « Eccoci tuoi schiavi! ».

    Ma Giuseppe disse loro: « Non temete! Sono forse io al posto di Dio? Del male che voi avevate pensato di farmi, Dio si è valso a fine di bene perché rimanesse in vita, come è oggi accaduto, tanta gente. Non abbiate paura, io manterrò voi e i vostri figli ». Li confortò e parlò al loro cuore.

    Vaichì; 50, 15


    ( )


    //


    4 Novembre 2008 # 2birds #
    ‘CAUSE WE ARE THE FLOOD.

    Microphones in the trees,
    cameras in the sky,
    antennas in the canyon,
    and the lobby’s full of spies,
    for us who are like bulldozers
    sleeping in the sun,
    for us who are like lightning
    buried in the mud.

    Dont! give! up!
    Dont! give! in!

    Our time will come
    ’cause we are the flood.

    So grab my hand
    lets set some fires.
    the city’s piss
    all hung with wires
    to kiss a tit,
    or have one’s tit kissed
    on bended knee.
    it’s all you need
    let’s build ships,
    let’s drift away,
    our mighty fleet must float again.

    We are the flood

    Microphones in the trees,
    Silver Mt. Zion


    ( )


    //


    4 Novembre 2008 # 0birds #
    Adonai, tu mi cogli.

    Lucifero mi trovò nella palude come una stella che dopo milioni di anni si specchia vanitosa di morte nelle promesse innamorate della notte. e la logotica insufficienza che da sempre scorre cantò le ali luminose che scivolavano per i fiumi, sviscerate da demoni un po’ più umani. col sangue tra le dita mi coprirono di piume nel gelo della notte, e sublimarono la palude.

    lui disse:
    « hai dormito tanto perché l’acqua è la vita e il Loto. »

    sono di nuovo a Troia e non ricordo se ancora vivo o se ancora muoio, la perpetuità della maledizione è l’universo che si seppellisce negli occhi di chi promette l’amore alla luce delle stelle; la sabbia della fertilità mi scongiura di salvarla, e noi, il popolo dei fiori innevati, congiuriamo tra le mani quei granelli di vita per disperderli nella nostra disperazione.

    siamo extracomunitari nella storia/
    Troia crolla sette volte,
    Troia amò Caino e lo uccise.

    e noi vaghiamo col marchio di Caino, sorriso d’Adonai. al settimo giorno fummo circoncisi della verità per fecondare le donne col prepuzio prologante l’immondo. l’orrendo errare dell’eterno ritorno a Troia ci arrende. rei confessi, bruciamo.

    Prometeo, primo che brilla,
    il peccato del padre ricade sul figlio.

    così mi parlò una volta un vagabondo.
    ora vedo, sono i morti i grandi clientes nel commercio della vita, i sperperatori dei propri averi presso i mercanti del tempio, i mercanti dei fiori/ sono i morti che ipotecano il proprio nome per uno spiraglio di rinascita. Troia è fiorita, fiorita dei morti d’acqua, l’acqua che nutre il fiore e penetra le ossa. qui, quando spira la bufera e i petali pagano l’avidità, sento il caos della città morta, ed è l’ovunque che mi comanda di tacere.

    « Babilonia, Gerusalemme e Troia.
    Irreali. »

    il Vaso di Pandora,
    W.


    ( )


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    4 Novembre 2008 # 0birds #
    « Cosa ti devo dire? » / « Non so, qualcosa.» / « Basta, ti prego! »

    MAŠA: « Sentite la banda! Ci stanno lasciando, un altro se n’è andato per sempre, non tornerà mai più. E noi resteremo qui da sole, e ricominceremo da capo una nuova vita. Dobbiamo vivere.. Sì, dobbiamo vivere.. »

    IRINA: « (posa la testa sul petto di Ol’ga) Verrà un giorno in cui sapremo il perché di tutto questo, di tante sofferenze.. Allora non ci saranno più misteri, ma nel frattempo dobbiamo vivere! Bisogna lavorare, solo lavorare [..] Adesso è autunno, presto arriverà l’inverno, che coprirà tutto di neve, e io lavorerò e lavorerò.. »

    Tre sorelle,
    Anton Čechov


    ( )


    //


    2 Novembre 2008 # 7birds #
    « hai una vita bellissima.. » / « ..ma tu dove la vedi la bellezza? »

    NINA: « Perché hai detto di aver baciato la terra su cui ero passata? Bisogna uccidermi invece. (si piega sulla scrivania) sono così estenuata! Poter riposare.. riposare.. (alza la testa) Io sono un gabbiano. Che c’entra? Sono un’attrice. Ma certo! [..] Non puoi capire la condizione di chi sente di recitare in maniera orribile. Io sono un gabbiano. Che c’entra? Ricordi? Uccidesti un gabbiano. Giunse un uomo per caso, lo vide e, per passare il tempo, lo rovinò. Un soggetto per un breve racconto. Che c’entra..? [..] Adesso io so, io capisco, Kostja, che nel nostro lavoro - poco importa se recitiamo o scriviamo - l’essenziale non è la gloria, non è il lustro, non è ciò che sognavo, ma la capacità di soffrire. Sappi portar la tua croce e abbi fede. »

    Il gabbiano,
    Anton Čechov


    ( )


    //


    29 Ottobre 2008 # 1bird #
    PLEASE, BELIEVE.

    essere privi di speranza non significa disperare. le fiamme della terra valgono bene i profumi del cielo. né io né alcun altro possiamo qui giudicare tali uomini. essi non cercano di essere migliori; tentano di essere coerenti.

    il Mito di Sisifo,
    Albert Camus

    *

    and we’re tangled in the sheet
    /and lately i dream about
    of each other’s ruined affair
    /angels with molotovs

    Could’ve move mountains,
    Silver Mt. Zion

    *

    essere uomini
    è la cosa più difficile che un uomo possa tentare.


    ( )


    //


    28 Ottobre 2008 # 3birds #
    and that battle staggered through 3 awful months there

    in these times of wandering soldiers
    building towers on ruined land

    [..]

    i have grown tired of the struggle
    and i’ve grown tired of making plans.
    i think i’ll quit to the valley
    regain my strength
    and start again.
    where once we were some clumsy army
    now we are just lazy hens.
    i think i’ll quit to the valley
    until the light moves me again.
    so, let’s link arms sisters and brothers
    and let’s promise not to retreat,
    there is glory in our failure!
    so let’s march to the rhythm of fatigue.

    there is a River in the Valley made of melting snow,
    Silver Mt. Zion


    ( )


    //


    28 Ottobre 2008 # 7birds #
    S. Pietro e S. Giovanni

    ultimamente non riesco a scrivere sul mio blog perché un sacco di persone hanno sofferto. quindi qualsiasi cosa scriva, mi accorgo d’averla già letta da qualche parte o che più semplicemente è leggibile da qualche altra parte. mi sento più banale del solito. non è importante, questo è un post banale. voglio dire a tutti che le persone mi fanno schifo, ma nella stessa misura in cui mi fa schifo il sole. ne ho bisogno per vivere. è un’attrazione inevitabile all’inquinamento. io da solo sono abbastanza coerente. ho una lunga serie di disturbi psichici ed emotivi, ma restano contenuti in me. la vita potrebbe essere semplice, ma esistono gli altri. gli altri se possono mandar male qualcosa, la mandano sicuramente peggio. s’impegnano a rovinare le cose belle. e più mi chiedo cos’abbia fatto di male io, più capisco che non serve far qualcosa di male. è normale delinquere verso il muto.

    io non riesco a parlare. è qualche giorno che non riesco a parlare, non riesco a dire le cose come sono. non è solo una questione di dolore. è una questione di delusione. ho creduto nelle persone. mia madre è morta e ho continuato a credere nelle donne. dio è morto e ho continuato a credere nel sacro. la bellezza è morta e ho continuato a credere nella poesia. e tutti mi hanno abbandonato. uno dopo l’altro, prima del mattino, io non lo conosco. ognuno ha pensato alla propria felicità, e tutti si son dimenticati della mia.

    ed è ovvio questo. è banale questo.
    vaffanculo se trovate ovvio questo, banale questo.

    continuo a versare, a versare, a versare.
    e le persone a mangiare, mangiare, mangiare.


    ( )


    //


    27 Ottobre 2008 # 8birds #
    servi del nuovo millennio

    sulle rive dei fiumi di Babilonia,
    mi sedetti in pianto
    al tremendo ricordo di Zion.
    e in quella terra, sopra i salici,
    appesi la mia cetra armoniosa.

    salmo 137

    *

    potrei commentare a lungo questo salmo, ma evito.
    le persone fanno comunque ciò che vogliono.

    non importa la logica dietro le parole che scorticano,
    il dolore di chi parla con la polvere viene sempre per ultimo.

    *

    quello che ci fa più male
    è non credere in dio
    ma aspettare lo stesso i miracoli.


    ( )


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    27 Ottobre 2008 # 10birds #
    ..for us, sleeping in the sun, buried in the mud.

    indietro, nel tetro bosco dei peccati,
    cerchiamo dall’inverno
    nuova legna per ricostruire.
    gli alberi secchi, vecchi, spogli
    ci danno l’amore, una donna di scogli
    /muore tutta la natura,
    anche la più corrotta, la più brutta.
    l’inevitabilità della caduta
    è proprio qui davanti.
    /ho freddo amore mio, ho freddo

    Pane e Vino,
    W.

    *

    è difficile accettare che in 2700 anni di poesia non abbiamo fatto altro che scrivere sul silenzio. la cosa più semplice era lasciar stare. se la poesia fonda una cultura e se la cultura fonda una storia, noi occidentali camminiamo sul tradimento dei nostri padri. il tradimento del silenzio. incarnarlo in una forma inappropriata, per vederlo e sconfiggerlo. e poi, rit/ornare all’origine.

    2700 anni di poesia e
    2700 anni di filosofia e
    2700 anni di matematica e

    scrivendo quanto mi senta solo, tutte le parole che soffiano nella mia storia di europeo non bastano. non bastano, perché so che la mia solitudine è dominio del silenzio. sono stato così tradito che non me la sento di tradirmi unito al banchetto di S. Pietro. lui sì che sapeva godersi la vita. anche dopo la storia delle tre volte prima del mattino.


    ( )


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    26 Ottobre 2008 # 14birds #
    “sei un filosofo da quattro soldi.” / “sono perfetto.”

    Scendere dal letto il mattino era come affrontare il muro vuoto dell’Universo. Sarei forse dovuto andare in un bar con le cameriere seminude per infilare un biglietto da 5 dollari in un coprisesso? Cercare di dimenticare tutto. Sarei forse dovuto andare in un incontro di boxe per guardare due tizi darsele di santa ragione?

    Ma i guai e i dolori sono ciò che tiene in vita un uomo. O che gli fa evitare i guai e i dolori. Era un lavoro a tempo pieno. E qualche volta non si riusciva a riposare neppure quando si dormiva.

    [..]

    Non ero ancora morto, solo in uno stato di rapido decadimento. Chi non lo era? Eravamo tutti sulla stessa barca che faceva acqua, a cercare di tenerci allegri. Per esempio, prendete il Natale. Chi l’ha inventato non ha mai dovuto trasportare del bagaglio extra. Noialtri, tutti quanti, dobbiamo buttar via la maggior parte delle nostre schifezze solo per capire dove siamo. Beh, non dove siamo ma dove non siamo. Più roba buttate più riuscite a vedere. Tutto funziona alla rovescia. Andate all’indietro e il paradiso vi casca in grembo. Certo.

    Pulp,
    Charles Bukowski


    ( )


    //


    26 Ottobre 2008 # 12birds #
    male, malodono, malucopia d’infinito, ZEUS! ZEUS!

    SVISCERO IL CREATO
    la cornucopia della realtà/ un’immagine speculare dell’abisso. il mondo si specchia nei miei occhi e assume la sua dose quotidiana d’infernità, il mondo si specchia nei miei occhi. e le mie braccia distese per raggiungere Adonai sono due pali elettrici, lascio fluire in me la comunicazione tra il sacro e il profano,

    SACRO IL MIO DOLORE, PROFANA LA MIA PAROLA
    SACRO IL MIO DOLORE, PROFANA LA MIA PAROLA

    nutritevi del frutto di Zeus,
    nutritevi dalla cornucopia di realtà.

    tutti siete invitati a nutrirvi dell’avarizia del mio spirito che non riesce a disperdere la negazione. la cornucopia senza volto non vi negherà un altro pasto, non negherà a voi che sapete mangiare da mani non vostre. prendete e non ringraziate, dove scorre l’infinito le carceri aspettano i giusti e non i ladroni. avanti. prendete e non ringraziate.


    ( )


    //


    25 Ottobre 2008 # 2birds #
    there’s glory in our failure/

    non riesco a dire nulla.

    *

    ADONAI, non sono degno,
    non sono degno,
    ma tu di una parola.

    the Waste Land,
    TS. Eliot

    *

    sisters and brothers,
    we have surely lost our way
    in strip malls full of cancer,
    and a pathetic rain.

    we will find our way.
    we will find our way.

    there is beauty in this land,
    but i don’t often see it.
    there is beauty in this land,
    but i don’t often feel it.

    pimples are flowers,
    lovers are cowards!
    let’s argue in the kitchen,
    for hours and hours.
    tomorrow is a travesty,
    tomorrow should be ours.
    lovers are cowards!
    lovers are cowards!
    lovers are cowards!
    lovers are cowards!
    lovers are cowards!
    lovers are cowards!
    lovers are cowards!
    lovers are cowards!

    the soldiers with their specialists
    and the pigs with their guns cannot stop,
    the lost ones and the desparate ones and the driven ones.

    the Triumph of our Tired Eyes,
    Silver Mt. Zion


    ( )


    //


    24 Ottobre 2008 # 1bird #


    L’inferno è come te lo fai tu.

    Pulp,
    Charles Bukowski


    ( )


    //


    23 Ottobre 2008 # 1bird #
    straight up DEMONS in the electric chair

    BARUCH ATTA ADONAÏ ELOHEINU
    per avermi fatto scoprire
    che tradendo il proprio silenzio
    si aprono le porte
    ad un silenzio più grande.
    e silenzio dopo silenzio tradito
    ci si scopre traditi da sé stessi.

    *

    Lost a friend to cocaine
    couple friends to smack
    troubled hearts map deserts
    and they rarely do come back
    Lost a friend to oceans
    Lost a friend to hills
    Lost a friend to suicide
    Lost a friend to pills
    Lost a friend to monsters
    Lost a friend to shame
    Lost a friend to marriage
    Lost a friend to blame
    Lost a friend to worry
    and Lost a friend to wealth
    Lost a friend to stubborn pride
    and then i Lost myself

    God bless our dead marines,
    Silver Mt. Zion


    ( , )


    //


    23 Ottobre 2008 # 1bird #
    Babylon was built on fire

    Poi dissero: « Costruiamo una città e una torre la cui cima arrivi fino al cielo; ci faremo un nome e non accadrà che ci sparpagliamo sulla faccia di tutta la terra ».
    Adonai scese per vedere la città e la torre che i figli dell’uomo costruivano. E disse: « Sono un popolo solo, parlano tutti la stessa lingua e hanno cominciato a far questo! Niente impedirà loro di fare tutto ciò che si proporranno. Scendiamo e confondiamo la loro lingua, così che uno non comprenda quel che dice l’altro ».
    Adonai li disperse su tutta la faccia della terra; così cessarono di fabbricare la città, alla quale fu dato il nome di Bavel, perché là Adonai confuse la lingua d tutta la terra, sulla cui faccia Egli li disperse.

    Noach; 11, 4


    ( )


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    22 Ottobre 2008 # 3birds #
    sono forse il custode di mio fratello?

    Allora Adonai disse: « Che hai fatto? La voce del sangue di tuo fratello grida a me dalla terra. Ora tu sei maledetto dalla terra stessa che ha aperto la bocca per ricevere dalla tua mano il sangue di tuo fratello. Quando lavorerai la terra, non ti darà più i suoi frutti; sarai errante e vagabondo sulla terra. »

    Bereshit; 4, 10


    ( , )


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    21 Ottobre 2008 # 1bird #
    iehi shem Adonaï mevorach leolam vaed

    Baruch atta Adonaï eloheinu,
    melech haolam,
    asher bahar banu micol ha-amim
    ve natan lanu et Torato.

    Baruch atta Adonaï,
    noten ha Torah


    ( )


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    19 Ottobre 2008 # 2birds #
    (Manhattan, Los Angeles, Buenos Aires, Troia)

    La città vive in me come un poema
    che non m’è riuscito di fissare in parole.
    Da un lato c’è l’eccezione di alcuni versi,
    dall’altro, accantonandoli,
    la vita precorre il tempo,
    come terrore
    che usurpa tutta l’anima.
    Ci son sempre altri crepuscoli, altra gloria;
    io provo il logorarsi dello specchio
    che non si placa in una sola immagine.
    Per che cosa questa ostinazione
    di sconfiggere con pena un chiaro verso
    eretto come una lancia sopra il tempo,
    se la mia strada, la mia dimora,
    spezzatrici di simboli verbali,
    mi grideranno domani la loro novità?
    Nuove
    come bocca non baciata.

    Vaniloquio,
    Jorge Luis Borges


    ( )


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    16 Ottobre 2008 # 2birds #
    “Dovevo farlo”

    « lasciami in pace! lasciami in pace! lasciami in pace! »

    alla fine Martin l’afferrò. aveva capelli lisci, brutti, spettinati e una faccia cattiva per una ragazzina. piazzò le gambe di lei tra le sue, come in una morsa, poi si chinò e piazzò il suo faccione contro quello piccolo di lei, baciando e succhiando in continuazione la bocca di lei, mentre i pugni della ragazzina lo colpivano in faccia. Gli sembrava d’avere il cazzo grande quanto il corpo. Continuava a baciarla senza tregua mentre vedeva che la gonnellina scivolava via e che spuntavano le mutandine di pizzo.

    « la sta baciando! guarda, la sta baciando! »
    Martin sentì dire a uno dei ragazzi nell’angolo.
    « eggià » disse l’altro.

    gli occhi di Martin fissarono gli occhi di lei
    e fu la comunicazione tra due inferni.

    il Demonio,
    Charles Bukowski


    ( , )


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    15 Ottobre 2008 # 14birds #
    “solo un quarto di giro, CAPITO!?”

    « barney, quando un uomo arriva ad una certa età ormai è in trappola, ha abbastanza fame, è abbastanza stanco - beh succhierà cazzi, tette, mangerà merda pur di restare in vita; o mangia questa minestra o si butta dalla finestra. la razza umana non ha alternative, amico. è una folla incattivita. »

    « ma noi la cambieremo amico. ecco il trucco. se siamo capaci di arrivare sulla luna, siamo capaci anche di pulire il cesso. fino a questo momento ci siamo concentrati sui problemi sbagliati. »

    lo Strizzafegato,
    Charles Bukowski


    ( )


    //